This site has been archived on 16/12/2015
16/12/2015
(click for more information)
Ricerca e innovazione
La scienza: un gioco da ragazze!
Accessibility tools

Service tools

Lingua

Navigation path

Menu principale

Informazioni sul sito

Dopo tre anni di attività, la campagna «La scienza: un gioco da ragazze!» passa ora il testimone a Hypatia, un progetto triennale finanziato da Orizzonte 2020, il programma dell’UE per la ricerca e l’innovazione.

Le attività di Hypatia raccoglieranno l’eredità della precedente campagna, rivolgendosi alle ragazze e ai ragazzi dai 13 ai 18 anni dentro e fuori dall’ambiente scolastico. Punteranno a coinvolgere gli adolescenti nell’apprendimento di materie quali scienze, tecnologia, ingegneria e matematica in modo da favorire la parità di genere e modificare atteggiamenti e pratiche degli insegnanti di tali materie in questo senso.

Per farlo, Hypatia metterà insieme centri scientifici e musei, scuole, istituti di ricerca e aziende, oltre ad esperti delle questioni di genere e agli adolescenti stessi. Tali partner lavoreranno insieme a livello nazionale ed europeo attraverso dei centri, sviluppando i contenuti e organizzando le attività in modo coordinato.

La campagna continua con Hypatia!

Hypatia subentrerà anche sulla pagina facebook, così potrai continuare a scoprire le notizie sulla scienza al femminile! Inoltre il sito Internet di Hypatia sarà disponibile a partire da marzo 2016: rimani collegato! Ci auguriamo che continuerai a seguire la campagna!

Informazioni sul contesto

Il 21 giugno 2012 il commissario dell’UE per la Ricerca e l’innovazione, Máire Geoghegan-Quinn, ha avviato la campagna «Le donne nella ricerca e nell’innovazione» per incoraggiare più donne a scegliere una carriera nel settore della ricerca.

Nel 2012 le donne rappresentavano il 46% dei laureati con dottorato di ricerca (PhD), tuttavia solo il 33% dei ricercatori erano donne. Inoltre la presenza femminile tra gli accademici di alto livello toccava appena il 20% e solo un’università su dieci nell’Unione europea aveva un rettore donna. L’Europa ha bisogno di più ricerca e innovazione per stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro; quindi, la sottorappresentazione delle donne nell’ambito della ricerca è non solo ingiusta, ma anche negativa per la crescita economica.

Con lo slogan «La scienza: un gioco da ragazze!» la campagna si rivolge a ragazze di età compresa tra i 13 e i 18 anni, in particolare a coloro che normalmente non sarebbero interessate a una carriera nel settore della ricerca, incoraggiandole a studiare in ambito scientifico. Grazie ad attività online e individuali con scienziate che svolgono il ruolo di modelli di riferimento e fonte d’ispirazione, la campagna raggiunge le adolescenti e dà loro informazioni reali sull’entusiasmo e le sfide che caratterizzano la carriera di scienziato o ingegnere.

Dal 2013 la campagna «La scienza: un gioco da ragazze!» è stata affiancata da altre iniziative europee, quali il Concorso UE per giovani scienziati (EUCYS) e il progetto finanziato dall’UE “SCIENTIX”, la piattaforma europea per l’insegnamento della scienza.

Grazie al partenariato con il progetto SCIENTIX, la campagna si rivolge ora anche agli insegnanti per sensibilizzarli alla questione della parità di genere in classe.

La campagna «Le donne nella ricerca e nell’innovazione» rientra in una più ampia strategia dell’Unione europea per la parità di genere nella ricerca e nell’innovazione. Comprende una vasta gamma di attività finalizzate a 1) far fronte alla questione della sottorappresentazione delle donne nelle carriere da ricercatore; 2) integrare la dimensione di genere in tutti i settori della ricerca e 3) modernizzare gli istituti di ricerca, in particolare nella gestione delle risorse umane.

 

Informazioni sulle lingue disponibili

Il sito web della campagna «La scienza: un gioco da ragazze!» fornisce informazioni in tutte le lingue ufficiali dell’UE. Tuttavia, in determinati periodi e per taluni contenuti, è possibile che la versione linguistica preferita non sia ancora disponibile, in attesa della traduzione.

Bisogna considerare inoltre che la versione di riferimento è quella in inglese (lingua di partenza per tutte le traduzioni).